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Azioni di formazione e sostegno del lavoro nel comparto dei SERVIZI ALLA NON AUTOSUFFICIENZA E ALLA TERZA ETA'

La bussola dell’innovazione del welfare sarà l’avvio, anche nella nostra regione, di una vera integrazione sociosanitaria: l’unica strada per uscire dalla stagione dei tagli e per rispondere con una rinnovata offerta di servizi alla pressione di nuovi bisogni dettati dai cambiamenti sociali e demografici. Fra questi il tema della non autosufficienza e della terza età ha un ruolo centrale e richiede un salto di qualità nell’offerta e nell’organizzazione dei servizi sul territorio. 

A CHI È RIVOLTO

L’aumento dei servizi di assistenza domiciliare è rivolto alle persone con ridotta autosufficienza, anche temporanea, e non autosufficienti (minorenni e maggiorenni) che non necessitano di ricovero ospedaliero, in tutto il territorio del Lazio.

Il potenziamento dei servizi, inoltre, potrà alleviare l’impegno dei familiari che, dovendosi dedicare all’assistenza dei propri congiunti, hanno abbandonato il mondo del lavoro o sono costretti a rinunciare alla ricerca di un impiego.

L’aumento dell’assistenza erogata offrirà anche nuovi posti di lavoro per la categoria professionale degli operatori sociali.

PERCHÉ

Nel Lazio 8.501 persone usufruiscono dell’assistenza domiciliare attraverso l’utilizzo di fondi regionali per un totale di 1.660.387 ore l’anno, mentre altre 7.380 persone sono ancora in lista d’attesa: questo significa che quasi la metà delle persone bisognose di assistenza domiciliare, ad oggi, non ha accesso al servizio.

E anche fra le persone attualmente assistite, più della metà non riceve un numero adeguato di ore di assistenza, a causa della scarsità delle risorse finanziarie. Per questo, i familiari degli attuali assistiti e delle persone in lista d’attesa debbono supplire alle carenze sia strutturali (insufficienza di adeguati Centri Diurni) che assistenziali (insufficienti ore di assistenza domiciliare prestate dai Distretti Socio-Assistenziali), dovendo spesso rinunciare al lavoro.

Aumentando la quantità di servizi di assistenza domiciliare alle persone non autosufficienti, la Regione Lazio punta a: 

  • ridurre  le liste d’attesa che oggi non trovano risposta per l’esiguità delle risorse;
  • aumentare le ore di assistenza anche per gli utenti attualmente assistiti;
  • ritardare, per quanto possibile, il ricovero in strutture sociosanitarie, favorire la deospedalizzazione e le dimissioni ospedaliere protette (assicurando una continuità assistenziale integrata ospedale/territorio);
  • incrementare il numero delle ore lavorative e, quindi, aumentare il numero degli operatori impegnati per l’assistenza domiciliare, anche attraverso la regolarizzazione del lavoro sommerso;
  • favorire il reinserimento nel mondo del lavoro delle persone che attualmente si prendono cura del familiare disabile;
  • favorire percorsi assistenziali per una vita indipendente, attraverso il mantenimento e l’incremento dell’autonomia e delle capacità residue delle persone non autosufficienti.

Con le risorse disponibili, la Regione Lazio potrà aumentare di almeno il 25% sia il numero di ore di assistenza domiciliare erogate, sia il numero di operatori sociali occupati.

COME FUNZIONA

Le azioni puntano innanzitutto ad aumentare la quantità e la qualità di assistenza domiciliare erogata; saranno coinvolti gli attori del territorio (Servizi sociali, Centri per l’impiego, organizzazioni del terzo settore, imprese sociali, ecc.) per condividere strumenti, competenze e informazioni finalizzate al miglioramento delle condizioni di vita dei soggetti con ridotta autosufficienza (anche temporanea) da assistere a domicilio; si favorirà l’aumento dell’occupazione attivando percorsi di inserimento lavorativo degli operatori sociali e dei familiari che assistono le persone disabili.

FONTI DI FINANZIAMENTO
BILANCIO REGIONALE POR FESR
2014-2020
POR FSE
2014-2020
PSR
2014-2020
Fondo Sviluppo e Coesione
2014-2020
ALTRE RISORSE
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