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COOPERAZIONE TERRITORIALE

La Cooperazione Territoriale Europea (CTE) si inserisce nel panorama di interventi programmati dall'Unione Europea al fine di attuare la Politica di Coesione territoriale economica e sociale e ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle diverse regioni. La Cooperazione Territoriale Europea, finanziata da fondi FESR, rappresenta infatti uno dei due obiettivi della politica di coesione, e promuove la collaborazione tra i territori dei diversi Stati membri dell’UE mediante la realizzazione di azioni congiunte, scambi di esperienze e costruzione di reti per favorire il confronto e risolvere problemi comuni dei territori coinvolti.

I programmi di Cooperazione territoriale europea si collocano nell’ambito dei finanziamenti a gestione indiretta. La gestione dei fondi è infatti delegata a un’autorità di gestione, generalmente un ente nazionale o regionale al quale viene affidato il compito di programmare gli interventi, emanare i bandi, fornire informazioni sul programma, selezionare i progetti e monitorarne la realizzazione.

L’attuazione dei programmi è pertanto disciplinata da norme comunitarie ed è assicurata da strutture comuni di cooperazione (Autorità di gestione, Segretariato tecnico congiunto, Comitato di sorveglianza) alle quali partecipano rappresentanti dei diversi Stati partecipanti.

A livello nazionale i Comitati nazionali assicurano il coordinamento e la partecipazione italiana ai diversi programmi e definiscono le posizioni nazionali che i rappresentanti italiani dovranno presentare nei comitati di sorveglianza.

La CTE è attualmente caratterizzata da tre componenti:

  1. Cooperazione transfrontaliera fra regioni limitrofe (NUTS 3): finalizzata alla promozione dello sviluppo regionale integrato fra regioni confinanti, si suddivide a sua volta in due tipologie geografiche. La prima interessa le regioni   di due o più Stati membri con frontiere marittime e terrestri comuni. La seconda riguarda i confini esterni dell’Unione Europea e coinvolge le regioni di almeno uno Stato membro e quelle di un paese terzo adiacente;
  2. Cooperazione transnazionale, su territori transnazionali più estesi (NUTS 2): mira al conseguimento di un livello più elevato di integrazione territoriale dei territori.  Coinvolge partner nazionali, regionali e locali e comprende anche la cooperazione marittima transfrontaliera nei casi che non rientrano nella cooperazione transfrontaliera;
  3. Cooperazione interregionale per rafforzare l'efficacia della politica di coesione: promuove lo scambio di esperienze e la diffusione di buone prassi tra i territori coinvolti.

 

I diversi Programmi operativi CTE sono definiti per aree geografiche specifiche e i progetti vengono selezionati sulla base di bandi sovranazionali, e di un processo di valutazione e approvazione da parte degli organi di programma. L’accesso ai programmi di cooperazione territoriale dipende pertanto dalla collocazione geografica delle organizzazioni partecipanti. Nel caso dell’Italia, l’ammissibilità ai programmi di cooperazione transfrontaliera interna varia da Provincia a Provincia; l’ammissibilità ai programmi di cooperazione transfrontaliera esterna e di cooperazione transnazionale varia da Regione a Regione. Non vi sono invece vincoli per quanto concerne la cooperazione interregionale, che investe tutto il territorio dell’Unione.

Le risorse FESR totali assegnate ai programmi dell’obiettivo CTE per il 2014-2020, che rappresentano il 2,75 % delle risorse globali assegnate al FESR, al FSE e al Fondo di coesione, ammontano a 8,9 miliardi di euro, così divisi:

  • 6,6 miliardi di euro per la cooperazione transfrontaliera (74%)
  • 1,8 miliardi di euro per la cooperazione transnazionale (20%)
  • 500 milioni di euro per la cooperazione interregionale (6%)

A tali risorse si aggiungono le risorse FESR stanziate a sostegno dei programmi di cooperazione transfrontaliera definiti nell’ambito dello strumento IPA (242 milioni di euro) e dello strumento ENI (634 milioni di euro).

Nel ciclo di programmazione 2014-2020 è stata mantenuta sostanzialmente invariata la dimensione finanziaria delle risorse ad essa destinata, anche in un quadro generale di riduzione delle risorse per la politica di coesione.