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AZIENDA AGRICOLA OLIVICOLA DEGLI ERNICI SRL

“Il futuro ha un cuore antico”. È questa la scritta che campeggia sui muri dell’opificio e che ci accoglie per l’incontro con Stefano, uno dei soci dell’Azienda Agricola Olivicola degli Ernici. Una giovane ma già importante realtà dell’alta Ciociaria, un modello di riferimento per lo sviluppo rurale nei processi di cooperazione agricola nel territorio.

 

 

Beneficiario: Azienda Agricola Olivicola degli Ernici Srl

Referente: Stefano Ceccanese

Località: Vico nel Lazio (FR)

Priorità: 4

Misura: 11.1 Pagamento per la conversione al biologico

Spesa totale ammissibile: 57.400,80 €

Contributo FEASR: 43,12%

Sito: https://www.olivicoladegliernici.it

Tipo di intervento: aiuto per l’acquisto di mezzi agricoli per la raccolta e la potatura e messa a dimora di nuove piante, con cultivar autoctone della Ciociaria, utilizzando metodi di coltivazione biologica.

 

Stefano, parlaci della vostra azienda. Cosa vi ha spinto ad avviarla proprio in questo territorio?
La nostra azienda nasce nel 2012. Siamo a Vico nel Lazio, alle pendici dei Monti Ernici, un territorio con un’esposizione zenitale ottimale per l’olivicoltura dove le condizioni ambientali permettono la coltivazione e la produzione completamente bio di olio dai sapori unici. Nel corso degli anni siamo diventati un modello di riferimento per lo sviluppo rurale del nostro territorio. Il nostro è un frantoio culturale, un luogo dove la produzione agricola è una delle attività.

Che bella la definizione di “Frantoio culturale”.

La nostra mission è quella di produrre olio ma anche e soprattutto quella di creare valore per il territorio. Un frantoio culturale è un luogo dove si riscoprono antichi metodi di potatura, dove si tengono corsi di aggiornamento per giovani olivicoltori, dove nascono e si formano mastri frantoiani. A questo progetto abbiamo dedicato un bollettino informativo, un canale di comunicazione social e una sala multifunzionale dove poter tenere workshop, corsi di assaggio per i nostri clienti, tour gastronomici per i turisti e iniziative legate al territorio.

Come siete riusciti a mettere in piedi una realtà così innovativa?

Abbiamo sempre avuto le idee chiare su questo: tutto quello che vedete esiste grazie alla nostra caparbietà e ai fondi del PSR. La nostra azienda è nata con l’intento di poter sfruttare i numerosi bandi presenti perché crediamo fortemente che è da questi strumenti che passa lo sviluppo del territorio. Siamo una realtà completamente biologica dal 2014, anno in cui abbiamo ricevuto la certificazione, e grazie al nostro opificio di ultima generazione riusciamo ad avere standard elevati per la nostra produzione e per quella dell’intero comprensorio.

“Una realtà che esiste grazie ai fondi del PSR”

Si. Grazie ai fondi del Programma di Sviluppo Rurale abbiamo avviato l’oleificio che utilizza macchinari di ultima generazione Alfa Laval con estrazione a freddo e decanter a 3 fasi, acquistato mezzi agricoli per la raccolta e potatura e messo a dimora 1900 nuove piante che amplieranno il nostro patrimonio olivicolo composto di circa 12.000 piante, con cultivar autoctone della Ciociaria: itrana (olivastro), moraiolo, frantoio e leccino.

Vi definite “un modello di riferimento per lo sviluppo rurale”. Consiglieresti ad altri di beneficiare dei fondi del Programma di Sviluppo Rurale?
Certamente. In questi anni l’attività del frantoio culturale ha rivolto la sua attenzione alla formazione di giovani agricoltori e appassionati. Il PSR è uno strumento prezioso per tutti quelli che hanno un’idea e vogliono tradurla in realtà. Consiglio sempre di rivolgersi a professionisti (agronomi, tecnici) e tenere conto della sinergia azienda-territorio.

Come immagini il futuro della vostra azienda da qui a 10 anni?

In questi anni stiamo reinvestendo gran parte di ciò che ricaviamo dalla produzione in nuovi progetti capaci di creare valore. Il futuro dell’Azienda olivicola degli Ernici sarà sempre più legato a quello del nostro territorio. Attorno all’olio nasce un’idea, ma dentro l’olio si realizza il progetto. In cantiere c’è l’export del nostro olio nei mercati esteri, la costruzione di una rete culturale e di relazioni con i partner locali e lo sviluppo di un vero e proprio cammino dell’olio che accompagni le fasi di crescita del prodotto. Il futuro ha un cuore antico ma ha bisogno di nuovi stimoli, e noi siamo pronti.