Sostenere e rafforzare una gestione più adeguata e sostenibile del consumo di cibo supportando il Terzo settore nella realizzazione di progettualità rivolte ad azioni di contrasto allo spreco alimentare.

È questa la finalità dell’avviso pubblico “Alimenta la solidarietà” approvato dalla Regione Lazio su proposta della Direzione per l’Inclusione sociale per incentivare la riduzione degli sprechi riconoscendo, valorizzando e promuovendo l’attività di solidarietà finalizzata al recupero e alla redistribuzione delle eccedenze di prodotti alimentari in favore delle persone in stato di povertà o grave disagio sociale.

L’avviso è stato approvato in conseguenza della destinazione da parte del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali di parte delle risorse finanziarie disponibili per il 2024 per il Fondo per il finanziamento di progetti e di attività di interesse generale nel Terzo settore, pari a euro 2.006.334 a sostegno di iniziative e progetti di rilevanza locale attuati da organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale per il contrasto dello spreco alimentare, entro la cornice di accordi di programma sottoscritti ai sensi dell’art. 15 della Legge n. 241 del 1990, con le Regioni e Province autonome quali soggetti coinvolti nel nuovo modello di governance del Terzo settore configurato dal Codice.

In coerenza con il DM n. 141 del 2 agosto 2022, le proposte progettuali che gli enti del Terzo settore potranno presentare dovranno essere coerenti con le proprie finalità statutarie (rif. CTS art. 5) e realizzarsi all’interno del territorio della Regione Lazio.

Al fine del raggiungimento di tali obiettivi, ogni proposta progettuale deve prevedere tre linee di intervento obbligatorie:

A. Recupero delle eccedenze alimentari: attività di recupero delle eccedenze alimentari provenienti dalla Grande Distribuzione Organizzata (GDO), dai piccoli commercianti, dai mercati, dalla ristorazione etc. attraverso l’attivazione di accordi o collaborazioni con uno degli operatori di cui sopra per recuperare gli alimenti invenduti che sarebbero destinati allo scarto.

B. Distribuzioni pasti e/o pacchi alimentari: creazione di un circuito della distribuzione delle eccedenze rivolta a persone in condizione di povertà individuate in base ai criteri definiti al paragrafo 4. La distribuzione può avvenire tramite l’organizzazione di pranzi/cene sociali con gli alimenti recuperati e/o tramite la distribuzione di pacchi alimentari con gli alimenti recuperati.

C. Progettazione, coordinamento, monitoraggio e valutazione, comunicazione e divulgazione: in tale ambito sono ricomprese le attività di progettazione operativa, coordinamento dell’intervento, monitoraggio e valutazione dell’intervento, attività di comunicazione e divulgazione quali ad esempio: attività di educazione e formazione (corsi, lezioni, workshop) in scuole, università, aziende, associazioni sui temi della sostenibilità della filiera alimentare e/o organizzazione di eventi promozionali, di divulgazione e disseminazione sul territorio sui temi del contrasto allo spreco alimentare, dell’acquisto consapevole e della conservazione degli alimenti.

In aggiunta alle precedenti linee di intervento, il Soggetto proponente ha la facoltà di attivarne una quarta:

D. Ulteriori misure di accompagnamento dei destinatari: azioni per alleviare l’esclusione sociale e/o per affrontare le emergenze sociali in modo più cosciente e sostenibile come, ad esempio, consulenza ai destinatari nella gestione del bilancio 6 familiare; supporto alla pianificazione e gestione delle spese, assistenza medica; accesso alla distribuzione di farmaci.

Beneficiarie della misura sono:

  • le Organizzazioni di volontariato (ODV) con sede legale sul territorio della Regione Lazio;
  • le Associazioni di Promozione Sociale (APS) con sede legale sul territorio della Regione Lazio;
  • le Fondazioni del Terzo settore con sede legale sul territorio della Regione Lazio.

iscritte nelle rispettive sezioni del Registro unico Nazionale del Terzo settore (RUNTS).

Considerata la fase in corso di popolamento del RUNTS, le proposte progettuali potranno esser presentate anche da Fondazioni del Terzo Settore con sede legale sul territorio della Regione Lazio iscritte nella anagrafe delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui al decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, alla data di pubblicazione del presente avviso.

Non potrà essere beneficiario delle risorse il Centro Servizi Volontariato, per espresso divieto di cui all’art. 62 comma 12 del CTS.

Ogni soggetto attuatore potrà partecipare, con una sola proposta progettuale, in forma singola o in partenariato, nel qual caso dovrà essere chiaramente individuato il Soggetto capofila con il quale la Regione intratterrà ogni rapporto amministrativo, organizzativo e finanziario. La responsabilità del progetto rimane in capo al Soggetto capofila.

I destinatari degli interventi sono persone in condizione di povertà accertata o rischio di povertà, che presentino almeno una delle seguenti caratteristiche:

  • condizione di indigenza accertata da parte del Servizio Sociale del Comune di residenza;
  • possessori di carta MIA (Misura di Inclusione Attiva);
  • percettori della pensione di cittadinanza;
  • nuclei familiari con ISEE inferiore a € 9.360 in possesso di attestazione rilasciata dal Soggetto proponente (Capofila o partner di progetto) sulla condizione di indigenza e di necessità di interventi di distribuzione alimentare.

Sono voci di spesa ammissibili:

Linee A e B

  • Spese di Trasporto, stoccaggio, confezionamento e distribuzione diretta dei beni alimentari: riconosciute al tasso forfettario del 7% applicato al valore unitario dei prodotti riportati sui documenti di trasporto attestanti l’avvenuta consegna dei beni alimentari agli ETS e da questi ai destinatari finali. I documenti di trasporto dovranno contenere obbligatoriamente le seguenti informazioni: – Mittente (operatore GDO) – Destinatario (ETS beneficiario) – N. e data del documento – Indicazione dei riferimenti legislativi per cessione gratuita – Tipologia prodotto – Lotto – Scadenza prodotto/TMC – Peso unità – Valore monetario del prodotto (al pezzo) – Numero pezzi – Data di consegna.

Per le linee di intervento A e B gli importi ammissibili a rimborso saranno verificati sulla base della dell’analisi dei Documenti di trasporto, dei documenti comprovanti l’individuazione delle persone in stato di indigenza come previste dall’avviso pubblico e dai documenti comprovanti la distribuzione dei beni alimentari alle stesse, nonché sulla base del valore del bene recuperato e distribuito.

Linee C e D

  • Costi diretti di personale interno ed esterno calcolati a costi reali che dovranno essere comprovati da giustificativi di spesa e pagamento;
  • Costi indiretti: spese trasversali e di supporto all’Ente e al progetto calcolati in proporzione al totale delle spese ammissibili del personale, pari al 40% dei costi per risorse umane interne/esterne (costi diretti di personale interno ed esterno), che non dovranno essere comprovati in fase di rendicontazione da alcun documento giustificativo; tali costi saranno ri-parametrati (ridotti) nel caso in cui i costi diretti di personale effettivamente sostenuti e ritenuti ammissibili saranno inferiori rispetto a quanto indicato nella proposta progettuale.

I costi complessivi (costi diretti e indiretti) relativi alle linee C e D non potranno superare il 40% del costo del progetto.

Altri costi ammissibili:

  • Fideiussione calcolata a costi reali supportati da documenti probanti;
  • Assicurazione volontari. I costi per quest’ultima voce sono calcolati a costi reali in quota parte con riferimento al solo periodo progettuale e riconosciuti qualora supportati da documenti probanti.

Non è ammessa a rimborso ogni tipologia di spesa non strettamente finalizzata e riconducibile alla realizzazione del progetto approvato.

Al finanziamento del presente avviso pubblico regionale è destinato l’importo complessivo di euro 2.006.334 assegnato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La Regione si riserva di variare la dotazione delle risorse destinate al presente avviso, anche in ragione del numero di candidature ammissibili, onde consentire il sostegno finanziario al numero più alto possibile di progetti.

Nell’eventualità di avanzo di risorse, la Regione si riserva la facoltà di procedere con lo scorrimento della graduatoria degli ammissibili a finanziamento e, in caso di indisponibilità di ulteriori candidature, di aprire una nuova finestra di candidatura

Il contributo pubblico richiesto per ciascun progetto, a pena di esclusione, non potrà essere inferiore a 50.000 e superare l’importo di euro 100.000.

Al fine di promuovere reti inclusive e favorire l’incremento della capacity building tra gli enti, è prevista la possibilità di stringere collaborazioni a titolo gratuito con soggetti diversi da ODV, APS e Fondazioni, non beneficiari diretti del contributo quali enti pubblici (compresi gli enti locali) o privati (enti senza scopo di lucro, associazioni, cooperative sociali, imprese sociali, enti filantropici, associazioni sportive, dilettantistiche, enti ecclesiastici e religiosi, ONG, Fondazioni e altri enti senza scopo di lucro – ed enti profit) che non potranno beneficiare né direttamente, né indirettamente di quote del contributo.

I progetti di cui al presente avviso dovranno prevedere lo svolgimento di attività progettuali nel territorio della Regione Lazio. La durata minima delle proposte progettuali non dovrà essere inferiore a 6 mesi e la durata massima non dovrà essere superiore a 12 mesi.

L’avviso prevede una procedura a sportello attraverso l’assegnazione delle risorse ai progetti che rispondono ai requisiti minimi di partecipazione, esaminati sulla base dell’ordine cronologico di presentazione e sulla base del raggiungimento del valore soglia fissato nel presente avviso e fino a concorrenza delle risorse messe a disposizione.

L’istanza di finanziamento, completa di tutta la documentazione richiesta, dovrà essere trasmessa, a pena di esclusione, alla Regione Lazio, Direzione regionale competente per l’Inclusione Sociale attraverso la webAPP accessibile all’indirizzo: https://webapp.regione.lazio.it/alimentalasolidarieta.

I richiedenti dovranno utilizzare, a pena di esclusione della richiesta, i modelli indicati dal presente avviso. L’applicativo citato sarà accessibile dalle ore 12 del 3 giugno 2024 alle ore 12,00 del 2 luglio 2024, o nel caso di raggiungimento della soglia del 150% delle risorse disponibili prima della data di chiusura appena indicata.

La Regione si riserva la facoltà di riaprire lo sportello laddove si verificassero economie rispetto alle candidature finanziabili o fosse necessaria una riprogrammazione, anche al fine di consentire l’ammissione al finanziamento del numero più alto possibile di progetti.

Saranno ammessi i progetti che hanno ottenuto almeno il valore soglia di 30 punti fino ad un massimo di 75 punti secondo i criteri di valutazione del presente avviso

La Direzione competente, sulla base degli atti trasmessi dal Nucleo istruttorio, approva le graduatorie definitive dei progetti che saranno pubblicate sul BURL e sul sito istituzionale della Regione Lazio – canale Sociale e Famiglia – sezione Comunità Solidali. La pubblicazione sul menzionato sito istituzionale assume valore di notifica legale.

Contatti

Al fine di garantire l’imparzialità della Regione e la par condicio dei partecipanti, gli enti interessati, fino a 10 giorni prima della scadenza del termine per l’invio delle proposte, entro le ore 12:00 potranno formulare quesiti esclusivamente tramite e-mail da inviarsi all’indirizzo: comunitasolidali_gestione@regione.lazio.it.

Alle richieste di chiarimento di interesse generale verrà data risposta, mediante pubblicazione di apposite FAQ sul sito http://www.regione.lazio.it/politichesociali/ nella sezione relativa all’avviso in questione, entro 5 giorni antecedenti alla scadenza del termine di presentazione delle proposte progettuali.

Responsabile del procedimento è il dottor Carlo Caprari della Direzione Regionale Inclusione Sociale – Area Terzo settore e Innovazione Sociale

Documentazione di riferimento